RAPPORTI CON LA STAMPA


 

Scopi del gruppo

Questo gruppo nasce nel maggio 2007 con l'obbiettivo di coordinare e favorire i rapporti tra SSFA ed il mondo del Giornalismo Scientifico e di aumentare la visibilità di SSFA. L'attività del GdL è caratterizzata da flessibilità e continua evoluzione, sia in termini di collaborazioni sia in termini di adesioni. Ad oggi il GdL è quello originario di due componenti, col proposito di crescere grazie all'apporto di nuove energie ed idee.

 

Attività del gruppo

Il Gruppo persegue i propri obbiettivi con le seguenti attività:

  • redazione ed invio di comunicati stampa
  • realizzazione di interviste da proporre alle varie testate giornalistiche
  • continua ricerca di nuove vie di comunicazione da affiancare a quelle già utilizzate

 

Review in Health Care

Review in Health Care (RHC) è una rivista peer-reviewed e open access che pubblica revisioni narrative e sistematiche in ogni ambito della medicina. RHC è indicizzata su svariati database, tra cui DOAJ - Directory of Open Access Journals, e Open Archives.
Tutti gli articoli sono disponibili gratuitamente in formato html sul sito http://journals.edizioniseed.it/index.php/rhc (previa registrazione gratuita). A partire dai numeri 2011-2012, siamo interessati alla pubblicazione di revisioni in ambito farmacologico, con particolare riferimento alla ricerca clinica (aspetti regolatori, organizzativi, etici), all'effetto placebo, o a nuove terapie.
Gli articoli possono essere scritti in italiano o in inglese.
Chi fosse interessato a proporre i propri articoli può consultare le norme per gli autori e successivamente sottoporre il proprio manoscritto:


  • contattando la redazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Vi ringraziamo per l'attenzione e aspettiamo i vostri contributi!



Articolo sull' XI Congresso SSFA

NCF - aprile 2008

Ricerca farmaceutica: quale futuro?

Parlare di ricerca farmaceutica, oggi, in Italia è qualcosa per nostalgici o è ancora un argomento attuale?
È questo il tema e il problema che si è cercato di affrontare e analizzare all'Undicesimo Congresso Nazionale organizzato dalla Società di Scienze Farmacologiche Applicate (SSFA) avente proprio per titolo: SSFA e Ricerca Farmaceutica. Nelle due giornate di congresso, articolate secondo quattro moduli, grazie all'ausilio di esperti proventi dal mondo delle istituzioni, dell'industria e delle associazioni, si è cercato di capire come e dove migliorare in tema di ricerca clinica. Partendo dalla considerazione amara, ma reale, che negli ultimi venticinque anni in Italia si è assistito a un progressivo declino della ricerca farmaceutica, ci si è chiesti da dove ripartire. Sicuramente da un maggiore rapporto fra aziende e istituzioni. Come più volte sottolineato sia dal dr. Tomino (AIFA) sia dal dr. De Crescenzo (Wyeth) ognuno nel suo ruolo. Ma ogni attore della ricerca clinica deve cercare di svolgere al meglio la propria parte. Per cui, se da una parte le aziende devono attenersi alle procedure e cercare di consegnare la documentazione inerente uno studio nei tempi e secondo le modalità previste, dall'altra si dovrebbe fare uno sforzo per snellire le procedure e i tempi di approvazione di un protocollo.
Tutto ciò porterebbe in Italia una maggior numero di investimenti da parte di quelle multinazionali che stanno lasciando il nostro paese, come più volte detto dal dr. De Tomasi (SSFA) nel suo intervento introduttivo.
Certo al centro rimane sempre il paziente e la salute.
Ecco perché servono regole rigide sia nella preparazione sia nella conduzione di uno studio. Quindi un sistema qualità che venga rispettato e attuato da tutti gli attori coinvolti nello studio clinico.
Per far fronte a questa esigenza, forte anche delle numerose ispezioni condotte verso numerose aziende farmaceutiche, come ricordato dal dr. Filibeck e dalla dr.ssa Del Vecchio, l'AIFA organizza corsi di formazione sia teorici che pratici per tutti coloro che lavorano all'interno del mondo della ricerca clinica. Però se nel caso degli IMPs il sistema ispettivo e normativo sembra rodato, nel caso dei dispositivi medici ancora tanta strada si deve fare, come ricordato dalla dr.ssa Gellona di Assobiomedica.
Ma non dimentichiamo, e in questo ci ha aiutato il prof. Caputi (presidente della SIF), che se tanto si dibatte di ricerca clinica, la ricerca di base, punto di partenza di tante scoperte e intuizioni che verranno successivamente utilizzate dall'industria, è in forte diffi coltà, vista la carenza di fi nanziamenti che riceve, e nello specifico che ricevono i laboratori italiani.
Per dirla con una battuta i laboratori di ricerca italiani fanno "miracoli". E in questo scenario, quali le prospettive per i giovani? Sicuramente le migliori vengono da un nuovo soggetto farmaceutico che sono le CRO, da non sottovalutare le possibilità che si apriranno sempre più nei comitati etici e nelle direzioni mediche delle aziende. Poche o quasi nulle le possibilità nel mondo della ricerca preclinica. Peccato!

 

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